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Modigliana (FC) - Emilia Romagna

Una lettera testamento datata 21 settembre 1821 e riconosciuta autentica, scritta da Antonio Basciana (aiutante da campo di Gioacchino Murat, Re di Napoli e generale di Napoleone) ha rivelato che a Modigliana potrebbe esserci un tesoro mai scoperto... #tuttitaly

Modigliana (FC) - Emilia Romagna

Modigliana, nel Medioevo, fu feudo dei Conti Guidi, potente famiglia dominatrice di oltre 200 Castelli tra la Romagna e la Toscana.


Cosa vedere

Tramite Piazza Don Minzoni, si accede alla Rocca dei Conti Guidi, detta la Roccaccia.


Dalla porta ad arco, che introduce nel Borgo Vecchio, si accede alla Piazza Pretorio, sulla quale si affacciano diversi edifici:

- Palazzo Pretorio, in pietra a vista di tipo toscano trecentesco, sede del podestà fin dal 1377, è oggi sede della pinacoteca Silvestro Lega;

- il Duomo;

- l'antica Pieve di Santo Stefano in Juviniano, di cui rimane solo la Cripta.


Il Museo Don Giovanni Verità, sorto nella casa natale del sacerdote carbonaro, è composto da una sezione archeologica ed una sala dedicata alla guerra e alla resistenza.

I Sentieri Agrourbani permettono di scoprire il patrimonio di Modigliana. Per un totale di 180 km: è possibile esplorare le tre valli a piedi, a bici o a cavallo, partendo dal centro città e scegliendo tra i vari punti di interesse.


Gastronomia

Tra i piatti tipici di Modigliana, meritano una menzione i tortelli di patate, serviti con burro fuso e parmigiano reggiano grattugiato sopra.

Il Mandorlato al Cioccolato di Modigliana è un dolce tipico riconosciuto nel 2010 come Prodotto Agroalimentare Tradizionale Emilia-Romagna, e nel 2015 viene inserito nell'"Arca del Gusto" Slow Food.


Curiosità

Una lettera testamento datata 21 settembre 1821 e riconosciuta autentica, scritta da Antonio Basciano (aiutante da campo di Gioacchino Murat, re di Napoli e generale di Napoleone) ha rivelato che a Modigliana potrebbe esserci un tesoro mai scoperto.

Nella lettera, Antonio Basciano racconta che dopo la battaglia di Tolentino del maggio 1815, Gioacchino Murat, in fuga dagli austroungarici, gli avrebbe consegnato un terzo del suo tesoro affinché lo costudisce nascondendolo. L'aiutante confessa dunque nella lettera indirizzata al modiglianese Carlo Liverani di aver occultato i preziosi nei pressi di Modigliana.


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