Mirandola (MO) - Parrocchia di Santa Maria Maggiore - Emilia Romagna
Dal 1310 al 1711, Mirandola fu la capitale della Signoria dei Pico. In seguito, la città passò al dominio estense. La Chiesa sorse dal 1432 per volere dei fratelli Pico, per donare alla città una Chiesa imponente per riflettere il prestigio di nuova capitale del ducato.. #tuttitaly
Mirandola (MO) - Parrocchia di Santa Maria Maggiore - Emilia Romagna
Mirandola è situata in provincia di Modena in Emilia Romagna, a nord del capoluogo e ha il titolo di città.
La cittadina mantiene ancora nella pianta ottagonale tracce della sua struttura di città-fortezza rinascimentale.
Dal 1310 al 1711, Mirandola fu la capitale della Signoria dei Pico (tra i quali è noto Giovanni Pico della Mirandola, umanista e scienziato del Quattrocento). In seguito, la città passò al dominio estense.
Intorno a Piazza Costituente, nucleo centrale del centro
cittadino, si innalzano i fabbricati facenti parte dell'antico grande complesso del Castello dei Pico, il Palazzo della Ragione in stile tardo gotico, il quattrocentesco Palazzo Bergomi e il Palazzo Comunale.
Nel 2012, Mirandola è stata colpita da una serie di violenti terremoti che hanno danneggiato buona parte degli edifici fra cui il Duomo e la Chiesa di San Francesco d'Assisi.
Il Duomo di Santa Maria Maggiore ha un impianto originario tardo gotico. L'interno era a tre navate con volte a crociera costolonate e conservava pregevoli dipinti, affreschi e monumenti funebri. Il suo campanile è alto 48 m.
Durante il terremoto del 2012, le navate e il tetto sono completamente crollati. Il campanile è anch'esso pericolante.
La Chiesa di San Francesco d'Assisi è una delle prime chiese francescane dell'Emilia, costruita pochi anni dopo la canonizzazione del Santo (1228).
Curiosità
Lo Zampone è nato a Mirandola.
Durante l'assedio del 1511 ad opera delle truppe di Papa Giulio II della Rovere, i cittadini di Mirandola erano affamati e, in città, erano rimasti solo i maiali.
Dato che la loro carne si sarebbe deperita velocemente, il
cuoco propose a Giovanni Pico: "Macelliamo gli animali, e infiliamo la carne più magra in un involucro formato dalla pelle delle sue zampe. Così non marcirà, e la potremmo conservare. Per cuocerla più avanti". L'idea ebbe un gran successo. (fonte: www.modenatoday.it)
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